Bullismo e cyberbullismo

Contrastare il bullismo, sia nella sua forma tradizionale che in quella online, è una sfida che riguarda tutti.
Questi comportamenti hanno conseguenze profonde non solo sulle vittime, ma anche su chi li mette in atto, influenzando la crescita personale, l’educazione e il benessere psicofisico dei più giovani, con possibili ripercussioni anche nell’età adulta.
Secondo l'Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes, nel 2024 il 65% dei giovani italianiha dichiarato di essere stato vittima di violenza, con il 63% che ha subito atti di bullismo e il 19% di cyberbullismo. L'indagine ha coinvolto oltre 4.000 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 26 anni, evidenziando che il bullismo è il fenomeno di violenza più diffuso: si svolge in contesti fisici, spesso a scuola e nei luoghi di aggregazione, ed è caratterizzato da atti di violenza fisica, psicologica e verbale. Il cyberbullismo, invece, avviene principalmente online, dove i bulli utilizzano i social media, messaggistica istantanea e altre piattaforme digitali per intimidire e umiliare le vittime.
Come possiamo agire?
Oltre alla vittima e al bullo, sono implicati nel fenomeno anche altri protagonisti: gli “spettatori”. Spesso trascurati, in realtà essi giocano un ruolo fondamentale nelle dinamiche del bullismo. Anche se non sono direttamente coinvolti nell’atto violento, la loro reazione o, peggio, la loro indifferenza, può influenzare in modo significativo l’evolversi della situazione.
Ma come possiamo spiegare questo atteggiamento di non-reazione?
L'effetto spettatore, noto anche come "bystander effect" o "effetto testimone", è un fenomeno che descrive la tendenza degli individui a non offrire aiuto a una persona in difficoltà quando sono presenti altri osservatori. In tali situazioni, la probabilità di intervento diminuisce all'aumentare del numero di spettatori.
Questo concetto è stato approfondito dagli psicologi sociali John Darley e Bibb Latanénegli anni '60, in seguito al caso di Kitty Genovese, una giovane donna assassinata a New York nel 1964. Nonostante numerosi testimoni abbiano assistito all'aggressione, nessuno è intervenuto per soccorrerla. Darley e Latané condussero una serie di esperimenti per comprendere le dinamiche alla base di questo comportamento, evidenziando che, da una parte, la presenza di più persone riduce la responsabilità percepita da ciascun individuo (un fenomeno noto come "diffusione della responsabilità"), dall’altra, la paura di essere giudicati negativamente dalle altre persone presenti contribuisce a inibire l’azione di aiuto.
L’effetto spettatore è rilevante anche nel bullismo, dove chi assiste spesso non interviene per fermare l’aggressione. Sensibilizzare le persone e promuovere la responsabilità individuale può aiutare a contrastare questo comportamento.
Bullismo, Scherzo e Reato: distinzioni necessarie
Una delle difficoltà principali nel contrastare il bullismo è capire quando un comportamento supera il confine e diventa una forma di abuso. Un commento ironico tra amici può essere visto come uno scherzo, ma quando questa “presa in giro” diventa ripetitiva e intenzionale, allora si sta parlando di bullismo.
Per distinguere un atto di bullismo da uno scherzo di cattivo gusto, è importante considerare alcune caratteristiche chiave:
• Ripetizione: un atto di bullismo è solitamente un comportamento ripetuto e sistematico, volto a ferire la vittima, mentre uno scherzo di cattivo gusto di solito è isolato e non viene ripetuto frequentemente.
• Intenzionalità: il bullismo ha l'intento di causare danno emotivo, fisico o psicologico alla vittima. Uno scherzo, anche se offensivo, potrebbe non avere l'intenzione di ferire la persona, ma di divertire o sorprendere, purtroppo in modo inadeguato.
• Relazione di potere: nel bullismo, c'è una disparità di potere tra il bullo e la vittima, con il bullo che esercita controllo o intimidazione. In uno scherzo, la relazione tra le persone coinvolte è generalmente più equilibrata e non comporta una vera e propria forma di prevaricazione.
• Conseguenze per la vittima: il bullismo spesso porta a gravi danni psicologici, come ansia, depressione, isolamento e bassa autostima. Uno scherzo, pur essendo spiacevole, potrebbe non avere lo stesso impatto duraturo sulla vittima.
Allo stesso modo, un comportamento da bullo, può configurarsi come una forma di reato: il furto d’identità online, la diffusione di immagini private senza consenso, le minacce di violenza e la diffamazione sono tutti atti che possono essere perseguiti penalmente.
Quiz: Bullismo, Scherzo o Reato?
Per capire meglio come riconoscere i diversi comportamenti, rispondi al seguente quiz.
1. Luca ha appena cambiato scuola e alcuni ragazzi della sua classe lo prendono di mira. Ogni giorno gli mettono soprannomi offensivi, lo escludono dalle attività e lo insultano sui social.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
2. Marco e i suoi amici nascondono lo zaino di Giulia durante la ricreazione. Quando lei si innervosisce, le ridanno lo zaino ridendo e dicendo che è stato solo un gioco.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
3. Francesco viene spinto violentemente contro l’armadietto da un gruppo di ragazzi più grandi, che lo minacciano di fargli ancora peggio se dice qualcosa ai professori.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
4. Giorgia riceve messaggi anonimi in cui qualcuno le scrive che è brutta, stupida e che farebbe meglio a non farsi più vedere in giro. Questo succede quasi ogni giorno.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
5. Un gruppo di compagni di classe condivide in una chat privata una foto imbarazzante di Davide, scattata di nascosto mentre si cambiava negli spogliatoi.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
6. Alessia e Marta sono molto amiche e spesso si prendono in giro a vicenda. Un giorno, Alessia pubblica sui social una foto di Marta con un filtro buffo, accompagnata dalla frase “Ecco la mia amica con il suo look migliore!”.
• A Bullismo
• Scherzo
• Reato
7. Durante l’ora di ginnastica, Andrea viene bloccato da alcuni compagni che gli tirano giù i pantaloni davanti a tutta la classe, ridendo della sua reazione.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
8. Matteo ruba il telefono di Sofia e manda messaggi ai suoi contatti fingendosi lei, scrivendo cose offensive ai suoi amici.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
9. Leo ha una cotta per Anna. Lei lo invita al cinema, ma quando lui si presenta all’appuntamento, trova Anna e le sue amiche che ridono a crepapelle.
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
10. Anna ha un accento diverso dagli altri compagni e per questo alcuni la prendono in giro, imitandola in modo offensivo e ripetendole che dovrebbe tornare "a casa sua".
• Bullismo
• Scherzo
• Reato
Soluzioni
1. Bullismo: Insulti ripetuti e isolamento sui social rientrano nel bullismo.
2. Scherzo: Se è un episodio isolato e non ci sono intenzioni offensive, può essere considerato uno scherzo, anche se di cattivo gusto.
3. Reato: La violenza fisica e le minacce possono costituire reato (lesioni o minacce).
4. Bullismo: Messaggi ripetuti e offensivi configurano un caso di bullismo.
5. Reato: La diffusione di immagini intime senza consenso è un reato.
6. Scherzo: Se entrambe le parti sono d'accordo e non ci sono intenzioni malevole, è uno scherzo.
7. Reato: Umiliazione pubblica e abuso fisico sono considerati reato.
8. Reato: Furto e uso fraudolento di un dispositivo altrui sono reati.
9. Scherzo: Seppur di cattivo gusto, questo è uno scherzo perché è un episodio isolato
10. Bullismo: La discriminazione basata sull’accento e l’umiliazione ripetuta è bullismo.